Questo articolo è particolarmente dedicato a tutti quelli che hanno deciso di dare una svolta al proprio stile di vita, una svolta che sa di benessere e di cura personale, una svolta che parla di un tempo in cui è l’ora di abbracciare uno stile di vita più consapevole. Insomma una svolta che chiama un […]

Questo articolo è particolarmente dedicato a tutti quelli che hanno deciso di dare una svolta al proprio stile di vita, una svolta che sa di benessere e di cura personale, una svolta che parla di un tempo in cui è l’ora di abbracciare uno stile di vita più consapevole. Insomma una svolta che chiama un nuovo inizio, un nuovo arrivo, che non deve essere per forza l’inizio dell’anno sul calendario.

Allo stesso tempo l’articolo nasce per condividere una serie di riflessioni con chi l’aspetto descritto l’ha già innescato tempo fa e ora per proseguire vuole tornare con maggior consapevolezza all’origine, per rinforzare le basi su cui continuare a costruire.

In questo primo articolo del 2021 vorrei parlare e condividere il concetto di PRATICA. Un concetto immenso, mi rendo conto, per questo l’articolo vuole essere solo un’inizio – appunto – uno spunto con cui iniziare una riflessione più profonda.

La pratica (yoga): che cos’è?

Chi fa yoga è ormai abituato a sentire associato a questa disciplina la parola PRATICA. In effetti si sente dire spesso:

  • pratichiamo yoga
  • ho praticato – pratico, riferito allo yoga.
  • praticanti yoga

In riferimento allo yoga si dice che appunto ci voglia Pratica e che bisogna Praticare per far si che questa disciplina apporti i suoi numerosi benefici psicofisici nelle nostra vita quotidiana. Non basta di certo farla una volta o una volta ogni tanto, ci deve essere costanza e praticare molto per l’appunto.

Quello che però spesso viene confusa è la Pratica sul tappetino (per farla breve potremmo dire la parte dello yoga che riguarda solo le posture) dalla Pratica anche fuori dal tappetino, cioè tutto il resto.

Lo Yoga è Unione, la Yoga è Pratica, ma la Pratica non è solo Yoga e Yoga delle asana. 

La Pratica definisce qualcosa che va al di là della sequenza di movimenti e di respiri durante la classe settimanale, perché così si è raggiunto un ipotetico obiettivo fisico o un obiettivo fine a se stesso.

Lo Yoga è una pratica, ma la Pratica non è solo Yogasana

La Pratica se vogliamo è un atto di bene – qualsiasi- che inseriamo con consapevolezza nella nostra vita quotidiana e che è diversa dall’abitudine, che invece non si attua consapevolmente e fa riferimento ad azioni o pensieri che compiamo in modo automatico.

La Pratica può essere, in effetti, qualsiasi cosa che si decida di inserire nella propria vita e che invece prima non c’era, che modifica in meglio lo stile di vita, i pensieri, le azioni. Avere una Pratica intenzionale ci aiuta a riscoprire chi siamo veramente, che cosa desideriamo e di cosa abbiamo davvero bisogno.

La Pratica include tutte quelle azioni o pensieri che nascono, si sviluppano e vengono messe in…pratica nell’interesse di noi stess*, prendendo coscienza di ciò che è importante per il nostro benessere e ciò che invece non è più sostenibile.

Quando riferita allo Yoga, la Pratica è anche tutto ciò che c’è prima di andare sul tappetino e tutto ciò che viene dopo essere stati sul tappetino. E’ una delle caratteristiche che fa dello Yoga una disciplina e un vero stile di vita, e non uno sport.

Una volta ho letto che iniziare Yoga a quarant’anni è come prendere un fascicolo sulla tua vita che non avresti mai pensato di leggere. Personalmente ho iniziato Yoga a 26 anni, ma posso dire di aver ricevuto anche io il mio fascicolo 😀

Costruirsi una Pratica, sopra e fuori dal tappetino, vuol dire mettersi in gioco ed essere disposti a prendersi cura di se stessi in modo consapevole. Vuol dire anche trovare un modo per prendere in mano la propria vita.

Non è detto che oggi la tua Pratica coincida anche con lo Yoga del corpo e delle posture, ma sono certe che se sei a questo punto troverai il tuo ingresso (o le tue radici da rinforzare) in uno dei vari rami dello Yoga. Consapevoli anche che ci vuole il tempo che ci vuole per creare una Pratica personale e che questa può cambiare e cambierà nel tempo.

Spunti per costruire o rinforzare la Pratica

 

1. Sii gentile con te stess* e pratica i valori yogici (yama e niyama)

No, non è così scontato essere gentili con se stessi, soprattutto perché molte volte non siamo neanche consapevoli di non esserlo. Nello Yoga, Patanjali ci ha lasciato delle linee guida da praticare: ahimsa (non violenza e gentilezza), satya (dire la verità e seguire la verità), svadhyaya (autoindagine e riflessione). Un passo alla volta, cerca la tua verità, la tua intenzione più profonda e segui quella strada a cuore aperto e con fiducia. Chi mi segue da un po’ e pratica con me sa che ogni anno lavoriamo molto su questo punto.

2. Pratica la Gratitudine e Santosha

Praticare Santosha vuol dire coltivare la felicità nel maggior numero di momenti possibile. Un potente strumento per questo tipo di pratica  è la gratitudine, efficace per nutrire quella che lo Yoga è chiamata la contentezza (e no, non è accontentarsi).

3. Pratica l’ascolto di corpo e mente

Cosa ti dice il tuo corpo? Ti fermi mai ad ascoltarlo e a prenderlo sul serio? Questa pratica si può fare durante lo yoga sul tappetino, ma va portata anche fuori. E’ un’occasione preziosa per imparare la cura e il rispetto personale e non solo.

4. Crescita personale e spirituale 

Iniziare e portare avanti un percorso di crescita personale è in primis un atto di coraggio. Non tutti sono pronti ad accettarlo, perché non è una pratica facile e lineare, ci vuole pazienza, tempo e fiducia. Ricordati perché hai deciso di intraprendere questo percorso e che ti porterà a stare meglio.

5. Prenditi cura del tuo sistema corpo-mente

Fallo con dedizione e disciplina, ovvero esplorando il principio yogico di Tapas. Lo yoga delle asana, lo yoga praticato sul tappetino, offre una disciplina completa quando parliamo di cura di corpo e mente. Sul tappetino hai l’opportunità di praticare qualcosa di trasformativo. Certe volte lo farai con entusiasmo, certe volte non vedrai l’ora di iniziare, altre volte sarà difficile e noioso, è in quel momento che devi andare più affondo, tornare a Tapas, riconnetterti alla tua verità più profonda, agli altri principi yogici e di crescita personale e spirituale.

6. Ricordarsi che le posture sono solo una parte dello Yoga 

Come dicevo all’inizio, la Pratica è un concetto molto ampio e lo è anche lo Yoga stesso. Non fermarti alle posture e ai flow, approfondisci anche gli altri aspetti e porta la tua pratica fuori dal tappetino. Questo blog, il canale YouTube e la Monday Motivation gratuita sono strumenti che ho creato proprio per condividere anche questi aspetti.

7. Chiedi supporto e unisciti a una community 

Non c’è niente di male a riconoscersi vulnerabili (hai mai sentito parlare della forza della vulnerabilità?), per questo avere una community di supporto è importante. Siamo tutti uno, ricordi? Allo stesso tempo supporta gli altri compagni di viaggio, chi ha deciso di intraprendere un suo percorso di pratica yoga, ma – perché no – anche chi non è sul tuo stesso percorso.

Pratica personale: altre risorse e contenuti utili da conoscere

Qui di seguito trovi i link ad altri articoli o video che potrebbero esserti utili.

Articoli Yoga:

Yama e Niyama

Essere principianti nello yoga e nella vita

Guida Yoga per principianti

No, non tutti possono fare yoga

Articoli crescita personale:

Ciclo e prodututtività

Pratica della gratitudine

Il minimalismo per lasciar andare

Video YouTube:

Playilist Yoga principianti, inizia qui. 

10 minuti di yoga al mattino: Coffe Cup Challenge 

Come ho iniziato a fare Yoga

Altre risorse utili:

“La forza della fragilità”, libro di Brené Brown.

Se vuoi iniziare o portare avanti un percorso di pratica yoga insieme a me, guarda cosa facciamo online su My Yoga Studio, iscriviti alla Community privata su Facebook  e alla Newsletter 🙂