E’ giunto il momento di parlare di Karma. Tutti ne abbiamo sentito parlare e sappiamo che ha a che vedere con una sorta di “giustizia” universale: tu fai una cosa buona e te ne torna una buona, se invece fai una cosa brutta ecco lì che il karma ti punisce. Elementare e quasi civile direi. […]

E’ giunto il momento di parlare di Karma. Tutti ne abbiamo sentito parlare e sappiamo che ha a che vedere con una sorta di “giustizia” universale: tu fai una cosa buona e te ne torna una buona, se invece fai una cosa brutta ecco lì che il karma ti punisce. Elementare e quasi civile direi.

Detta in maniera un po’ più ortodossa:

il karma è una legge seconda cui a ogni azione, pensiero e vibrazione fa seguito una precisa conseguenza.

Avete capito bene. Il karma non riguarda solo “il fare”, ma anche pensieri e vibrazioni. 

Cos’è il Karma

Alcuni definiscono il concetto di karma come il cuore della filosofia induista e buddista. Il termine deriva dal sanscrito è significa kri-agire. Attenzione: il karma non ha nulla a che fare con il destino, ma al contrario è più legato al libero arbitrio. Secondo la legge del karma ognuno è artefice del proprio fato, attraverso le singole scelte che prende ogni giorno.

Anche se il concetto di causa-effetto di per sé sembra abbastanza semplice, non è come sembra. Non è facile infatti prevedere quale karma produrrà quel risultato, dato che la conseguenza di un’azione viene considerata azione stessa e i due concetti non possono essere separati.

Tutti gli esseri viventi sulla Terra sono coinvolti nella legge del karma. Gli esseri umani, nello specifico, lo creano attraverso pensieri, parole, azioni svolte in prima persona o le azione fatte compiere ad altri. Tutto quello che abbiamo fatto/detto/pensato o fatto fare in passato rientra nel nostro karma, così come quello che stiamo dicendo o facendo in questo preciso istante. Questo processo dà vita a una serie di “semi del karma” che prima o poi produrranno un risultato positivo o negativo, in questa vita o nella prossima. Non è finita: i testi induisti suddividono il karma in tre tipologie diverse:

  • Sanchita karma
  • Paradbha karma
  • Agami Karma 

Sanchita: il karma acquisito

Si tratta del karma accumulato nelle vite precedenti e che deve essere ancora risolto. Insomma, il nostro ammontare di debito cosmico, che abbiamo la possibilità di aumentare o ridurre in ogni momento della nostra esistenza. Vi dico già che secondo la letteratura, sarebbe impossibile vivere e risolvere tutti i karma in una sola vita, per questo è necessario che vengano realizzati nelle future nascite, fino a quando non si sarà raggiunto una sorta di equilibrio con il cosmo. Il karma che ereditiamo determina la forma delle nostra personalità, le inclinazioni e i talenti, ma anche i gusti e le attitudini.

Praradbha: il karma immutabile (facciamocene una ragione)

Dall’accumulo del Sanchita karma (vedi sopra), ne viene presa una parte da utilizzare durante una vita. Praradbha karma in sanscrito significa “azioni che sono state liberate o risvegliate”. In pratica, è una parte del karma guadagnato in passato e che viene messo in atto nel presente. Questo tipo di karma è paragonato a una freccia già scoccata: impossibile da fermare. L’unica cosa che possiamo fare è attraversarlo, dato che si sta già realizzando.

Agami: il karma futuro

E’ il karma della vita che stiamo vivendo in questo presente. Quindi è il karma che possiamo controllare per creare sia quello del presente (appunto) sia quello del futuro. Alcuni Agami karma daranno i loro frutti nelle vita attuale, altri invece nelle vite future (ovvero messo via per il Sanchita karma). Tutto ciò che riguarda il passato (che sia Sanchita o Praradbha karma) influenza l’Agami karma. Quindi attraverso una vita consapevole si può determinare il proprio karma, che darà i suoi frutti in parte nella vita attuale e in parte nelle vite future (una sorta di investimento).

Il karma si può annullare o cambiare?

Il karma è infinito. Ogni piccola abitudine è karma e può dare vita a un risultato che può essere percepito come negativo o positivo. Più si è consapevoli, più si ha il controllo sul proprio karma (la famosa consapevolezza!). Il karma che è già stato prodotto o è in corso (ricordate le freccia scoccata?) non può però essere cambiato. C’è comunque un lieto fine a tutto questo. Se è vero che non possiamo cambiare il nostro Praradbha karma, possiamo annullare il nostro Sanchita karma attraverso pratiche spirituali quali la preghiera, ma anche attraverso la meditazione o pratiche di altruismo.

Per porre fine al ciclo di morte-rinascita è necessario esaurire tutti i karma e riuscire a realizzare il proprio vero sé. Ora si capisce perché la legge del karma non può essere liquidata con un semplice concetto di causa-effetto?

Pratiche di (preparazione) alla meditazione guidata

Nell’attesa di esaurire i nostri karma, trovate a questo link la playlist dedicata alle meditazioni guidate e allo yoga nidra, che potete praticare ogni volta che ne sentite la necessità.

Il consiglio in più: per ottenere risultati migliori provate a fare lo stesso tipo di meditazione per una settimana consecutiva, sempre alla stessa ora e nello stesso posto. Inoltre iscrivendoti alla Newsletter ricevi subito la Guida Gratuita su Come Praticare Yoga a Casa, con tanti consigli su come organizzare il tuo spazio yoga, come utilizzare i supporti durante le pratica con esempi illustrati e tanto altro.

Namasté ?

Vuoi praticare insieme a me live? Ecco le mie classi online in live streaming e tutti i miei corsi disponibili!

[mc4wp_form id=”1198″]