come preoccuparsi di meno

Avere pensieri negativi, preoccupazioni e paure è assolutamente normale. Sarebbe strano se accadesse il contrario! I problemi arrivano quando ansia e pessimismo iniziano ad avere il controllo sulla vita quotidiana, qualcosa che a quanto è sempre più diffusa sia tra i giovani sia tra i meno giovani d’oggi.

Ecco perché appena ho sentito di questo studio su “come preoccuparsi di meno“, condotto dalla Penn State University e pubblicato sulla rivista scientifica Behavior Terapy Journal, ho deciso di condividerlo.

L’esperimento condotto dall’Università della Pennsylvania mi ha incuriosito anche per le modalità con cui è stato detto ai partecipanti di tenere sotto controllo ansia e preoccupazioni. Infatti, mi ha subito fatto venire in mente il diario delle gratitudine…solo al contrario!

Se non hai ancora letto l’articolo sul diario della gratitudine, puoi leggerlo cliccando su questo link.

Preoccupazioni e pensieri negativi: un pezzettino della nostra evoluzione

Come dicevo, avere pensieri negativi, paure e preoccupazioni per quello che potrebbe accadere è assolutamente normale. Infatti, questa parte di noi è ciò che ha contribuito alla nostra evoluzione. Il pensiero anticipatorio (così viene definito in letteratura) ci ha permesso di anticipare le sfide e i problemi che dovevamo affrontare, al fine di prepararci adeguatamente e trovare soluzioni creative. I problemi sorgono quando questo tipo di pensiero è fuori controllo e così si trasforma in attacchi d’ansia e pessimismo.

Siamo difronte al classico esempio di sindrome da overthinking.

Come preoccuparsi di meno: i risultati dello studio.

I ricercatori che hanno condotto lo studio su come possiamo preoccuparci di meno, hanno coinvolto un gruppo di persone particolarmente soggette ad ansia e paure e gli hanno chiesto di tenere due diari.

Nel primo diario dovevano annotare tutte le preoccupazioni che avevano durante il giorno e che cavalcavano la loro mente per un mese intero. Nel secondo diario dovevano invece tenere traccia del risultato di quelle stesse preoccupazioni, ovvero se si erano avverate o no ed eventualmente in quali termini.

Il 91% delle preoccupazioni delle persone campionate NON si sono MAI avverate. E anche quelle che si sono avverate, alla fine si sono rivelate meno gravi di quello che i soggetti avevano immaginato. Le preoccupazioni annotate riguardavano naturalmente “piccoli drammi”, come:

  • non troverò mai lavoro
  • farò una figuraccia
  • il mio compagno o la mia compagna mi lascerà
  • non sarò mai all’altezza

Morale della storia, questo esperimento ha condott0 i ricercatori a trarre due conclusioni:

  1. La maggior parte delle preoccupazioni che abbiamo durante il giorno sono infondate.
  2. Tenere i due diari ha mostrato un grande miglioramento nella gestione dell’ansia da parte dei soggetti coinvolti.

Tendi a preoccuparti troppo? Tieni un diario, anzi due!

Se anche tu tendi a ricadere nell’overthinking o magari stai attraversando un periodo dove hai molte preoccupazioni per la testa, prova a fare lo stesso esercizio richiesto dai ricercatori.

  1. Tieni un diario dove annotare le tue preoccupazioni per 7/15 o 30 giorni (decidi tu).
  2. Puoi fissare un appuntamento fisso al giorno di circa mezz’ora da dedicare al diario. Oppure puoi annotare di volta in volta le preoccupazioni che ti assalgono durante il giorno.
  3. Poi monitori i risultati nei 20 giorni successivi in un altro diario.

Quindi: cosa è accaduto nella realtà? 

E’ vero, potrebbe essere doloroso scrivere le proprie ansie e paura su carta. Almeno all’inizio. Ma concediti di provare e vedere cosa succede. Dai spazio ai pensieri ansiosi e alle preoccupazioni, soprattutto se prendono il sopravvento, e poi fagli passare “l’esame della realtà”.

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