Ho visto “The games changers” su Netflix, l’atteso docu-film prodotto da James Cameron (e altri nomi ultra noti, tra cui Arnold Schwarzenegger) che parla dell’ascesa dell’alimentazione a base vegetale, specialmente tra gli sportivi agonistici.

Avevo già fatto un post qualche tempo fa quando era uscito il trailer e ora che l’ho visto posso dire che a mio modesto parere sono riusciti a semplificare moltissimo nozioni e scoperte sull’alimentazione, che fino a qualche tempo fa erano considerate quasi fantascienza. Siccome le cose da dire e gli argomenti su cui discutere sono davvero tanti, ho deciso di riepilogare in un grande punto elenco quelli che a mio avviso sono stati i temi più interessanti del documentario e su cui vale la pena soffermarsi a riflettere.

Storia dell’alimentazione: l’uomo primitivo mangiava carne.

  • Fermi tutti: è stato solo un malinteso storico.  Se dico “mangiare come un cavernicolo” cosa vi viene in mente? Studi di archeologia e antropologia hanno dimostrato che i nostri antenati erano in realtà vegetariani. Cosa ha tratto in inganno i primi studiosi di questa disciplina? Quando sono iniziate le ricerche sugli uomini primitivi e la loro alimentazione non c’era la tecnologia che abbiamo oggi a disposizione (stiamo in effetti parlando degli anni ’30). Questo ha fatto ipotizzare  che le pietre affilate e appuntite che si trovavano vicino ai resti umani fossero utilizzate per la caccia. Da qui si è radicata l’idea che l’uomo primitivo fosse carnivoro. I ricercatori di oggi però hanno rivisto quelle posizioni, grazie all’esistenza di nuovi strumenti che hanno permesso di rilevare la presenza di moltissimi fossili vegetali. Oggi abbiamo le prove scientifiche che i nostri progenitori avevano una dieta prettamente vegetariana.
  • Studiando le ossa, i denti, l’apparato digerente non c’è dubbio. L’uomo ha una fisiologia portata ad adattarsi a un’alimentazione vegetale e non carnivora. A partire dal nostro intestino, che è molto più lungo rispetto a quello dei carnivori, dato che le fibre vegetali hanno bisogno di una digestione più lunga. Inoltre noi non produciamo la vitamina C, che dobbiamo per forza assumere dai vegetali. Secondo gli scienziati, questo è anche uno dei motivi per cui noi abbiamo una visione tricromatica, cioè possiamo vedere più colori, rispetto ai carnivori che hanno una visione dicromatica. Vedere più colori ci permette di riconoscere, scegliere e mangiare i vegetali di cui abbiamo bisogno o per esempio per distinguere la frutta fresca da quella matura. 
  • Il nostro cervello si nutre di glucosio. Per poter sviluppare e mantenere un cervello grande come quello che ha sviluppato l’uomo, occorre assumere molto glucosio. Le proteine animali non sono una buona fonte di glucosio. Le fonti di glucosio sono i carboidrati (cereali e vegetali).
  • Infine i denti: i canini non sono la prova che siamo sempre stati mangiatori di carne? No. Nei primati i canini servono come strumento di minaccia o difesa in caso di pericolo. I carnivori hanno denti a forma di lama a forbice, indicati per strappare e ingerire. I denti umani invece hanno una forma squadrata per frantumare e sminuzzare vegetali.
  • Un’altra prova storica? I gladiatori romani. Ma per questo vi lascio vedere il documentario.

La reputazione della carne come cibo legato a forza ed energia indispensabile da dove viene?

  • Da dove viene tutta questa enfasi sulla carne? Il dottore Liebeg, un medico tedesco del 1800, ipotizzò che l’energia muscolare provenisse dalle proteine animali e quindi i vegetariani fossero incapaci di sostenere esercizio fisico prolungato. Le sue teorie furono così influenti che vennero accettate e diffuse anche dai dipartimenti sull’agricoltura. Quando venne provato che le teorie di Liebeg erano errate e che in realtà i muscoli prendono energia dai carboidrati, era troppo tardi. Le aziende produttrici della carne e il marketing avevano già fatto il loro lavoro. E si iniziò a radicare il concetto carne = proteine insostituibili = energia, forza e salute. Vorrei solo far notare che quando William Harvey, alla fine del 1600 annunciò la scoperta della circolazione sanguigna venne deriso dalla comunità scientifica e i medici anche molto tempo dopo rimasero convinti che il sangue non circolasse. Chi ne aveva parlato prima di Harvey, fu addirittura messo al rogo. Questo per dire che anche le comunità scientifiche sono composte da uomini, che fanno teorie e sperimentano per trovare risposte che spesso arrivano di pari passo con il giusto supporto dell’innovazione tecnologia. Il bello della scienza è proprio questo: il cambiamento, l’aggiornamento, l’evoluzione.

A questo punto mi sono chiesta: “Se poi hanno scoperto che la teoria di Liebeg era fallace, perché non l’hanno detto a gran voce? Perché le persone e la maggior parte dei medici stessi hanno continuato a propinare la storia della carne?”.  Queste sono le risposte che mi sono data (e sono meramente personali):

  • Prima di tutto la scienza dell’alimentazione in quanto ramo a parte degli studi di medicina è una scienza molto recente. 
  • I medici, cioè chi studia 5 anni di medicina e chirurgia, non studiano alimentazione. Ci sono a malapena uno o due esami al riguardo. La scienza alimentare è una vera e propria specializzazione.
  • Dato il punto uno e il punto due, è stato per moltissimo tempo nostra consuetudine rivolgerci sempre e solo direttamente al nostro medico di base in caso di problemi di salute (quello che fa un esame di alimentazione se va bene) e ad andare da un medico nutrizionista solo quando abbiamo problemi di sovrappeso. 
  • In generale la conoscenza di ciò che mangiamo e che immettiamo nel nostro corpo per vivere (è assurdo) ma è pochissima: nessuno a scuola ci ha insegnato cosa significa avere una sana e corretta alimentazione, tranne in casi rarissimi. Vogliamo parlare dell’esempio di alimentazione nelle mense scolastiche degli anni ’90? Forse adesso le cose stanno un po’ cambiando, ma all’epoca era una tragedia. Chi ci dice la maggior parte delle volte cosa mettere nel carrello? La pubblicità. 
  • Fatta tutta questa premessa: per il marketing è stato praticamente un gioco da ragazzi vendere un’idea e associarci un prodotto che realizzasse un’immagine aspirazionale. 
  • Tornando a noi, successe però che agli inizi del 1900 atleti con alimentazione plant-based iniziarono a vincere competizioni importanti e olimpiadi. Nel frattempo la ricerca è andata avanti e sempre più atleti si sono spostati verso questo tipo di alimentazione, spinti dai risultati straordinari. 

Proteine animali vs proteine vegetali: cosa dicono gli ultimi studi.

  • Medici e nutrizionisti sportivi ancora troppo spesso trovano tra gli atleti idee sulla nutrizione superate, come il mangiare la carne a cena pre-prestazione sportiva (andate a vedere nel documentario gli esperimenti che hanno fatto al riguardo).
  • L’energia non viene dalle proteine, ma dai carboidrati nella forma di glicogeno immagazzinato poi nei muscoli. Quando si sacrificano i carboidrati in favore delle proteine per troppo tempo, sviluppiamo una deplezione di glicogeno cronico. Risultato: affaticamento, spossatezza e calo della prestazione muscolare.
  • Cosa si è scoperto in definitiva? Che gli animali sono degli intermediari! Tutte le proteine vengono generate dalla piante, che poi gli animali mangiano (e noi mangiamo gli animali). 
  • Che tu sia onnivoro e vegetariano, prendi sempre e comunque la maggior parte delle tue proteine dalle piante. Con la differenza che chi consuma proteine animali, assorbe meno proteine; mentre il vegetariano ne assorbe il 70% in più! Ora ripensate alla classica domanda che si fa a chi non mangia carne: “Ma dove le trovi le proteine?”. Risposta: dalle piante come te! 
  • Un’altra argomentazione molto comune è: le proteine vegetali sono incomplete perché non hanno tutti gli amminoacidi. Si è scoperto che tutti i vegetali contengono tutti gli amminoacidi in quantità diversa. Se si consumano tutti i vegetali in maniera equilibrata, l’origine degli amminoacidi è irrilevante. 
  • Le proteine quindi non sono così importanti? Certo che le proteine sono importanti, così come tutte le altre sostanze nutritive! Il punto è  quale pacchetto portano con loro quando vengono assimilate dal nostro corpo. Dalle proteine animali assumiamo anche molecole infiammatorie e tossine, che alterano il microbiota, importantissimo per la nostra salute. Assumendo proteine animali diamo origine a un processo infiammatorio, che può crescere del 70% mangiando un solo hamburger. Questo si traduce anche in un rallentamento del flusso sanguigno e un ritardo nel recupero in caso di infiammazioni ai muscoli e alle ossa.
  • Assumendo proteine dai vegetali, insieme a loro entrano anche antiossidanti, minerali, vitamine che riducono eventuali infiammazioni e ottimizzano il microbiota. Gli antiossidanti si trovano solo negli alimenti di origine vegetale.
  • Consiglio di guardare il documentario per vedere la storia e l’esperimento alimentare con il gruppo di pompieri di New York. Il 66% delle cause di morte dei pompieri è l’infarto. Non il fuoco, non incidenti sul lavoro. 
  • La dieta alimentare è estremamente importante per la salute del nostro organismo: chi consuma proteine animali ha il 75% di rischio in più di morte prematura e dal 400% al 500% di rischio in più di contrarre diversi tipi di cancro e diabete. 
  • Sì, ma la vitamina B12? La vitamina B12 non è prodotta dagli animali, ma da batteri nel suolo e nell’acqua che poi gli animali assumono mangiando le piante o bevendo da fonti d’acqua naturali. Come per le proteine, gli animali sono intermediari. Prima dell’industrializzazione dell’agricoltura, sia gli animali sia l’uomo assumevano la vitamina B12 ingerendo lo sporco rimasto sui vegetali. Oggi  con l’introduzione di pesticidi, antibiotici e cloro, i batteri che producono la vitamina B12 (importantissima) vengono distrutti prima che possa arrivare sul nostro piatto e nel nostro bicchiere d’acqua. L’unico modo in cui anche gli animali che troviamo dal macellaio o al supermercato assumono la vitamina B12 sono gli integratori alimentari. Ecco perché per tutti noi, onnivori o vegetariani, oggi è importante assicurarsi dei livelli di questa vitamina nel sangue e assumere integratori. Quasi il 40% dei soggetti analizzati, onnivori o meno, avevano carenze di vitamina B12. 
  • Interessante guardare anche la parte del documentario che tratta la virilità e l’influenza che la dieta ha sugli ormoni, sia testosterone sia estrogeni. 

Carne, piante, la nostra salute e quella del pianeta.

  • I territori dedicati ad allevamenti e coltivazioni per cibo da allevamento ricoprono ¾ di tutti i terreni agricoli del mondo. La produzione di latte, uova, pesce, carne ricopre l’83% delle aree coltivabili per fornire solo il 17% delle calorie di tutto il mondo. Perché questo? Perché come abbiamo detto all’inizio gli animali sono intermediari di proteine e devono consumarne sei volte tanto rispetto a quelle che trasmettono mediante la loro carne trasformata in cibo.
  • Questo tipo di produzione comporta anche uno spreco incredibile di acqua: oggi il 25% dei fiumi della Terra non raggiunge più l’Oceano. 
  • Per produrre un hamburger ci vogliono 2400 litri d’acqua. 
  • C’è poi il problema dell’inquinamento delle acque dovute ai liquami prodotti dagli animali in allevamenti intensivi. Per darvi un’idea della grandezza: solo negli Stati Uniti ogni anno gli animali da allevamento producono 50 volte in più di rifiuti rispetto all’intera popolazione della Terra. Un’altra proporzione? Le emissioni prodotte dagli allevamenti intensivi equivale alla stessa quantità prodotta da tutti i sistemi di trasporto nel mondo (aerei, treni, macchine,navi ecc…).

Il messaggio del documentario è chiaro:

Più le nostre scelte alimentari pendono verso il consumo di vegetali, più ne beneficia la nostra salute e quella di tutto il pianeta.

Questo in sintesi (si fa per dire) è quello che viene raccontato nel documentario “The game changers”. A mio avviso che si decida di mangiare proteine animali o meno, è giusto mettere a disposizione tutte le informazioni e fare divulgazione. Così come sui pacchetti di sigarette ci sono scritte le conseguenze che provoca il fumo. E permettetemi di aggiungere che non tanto tempo fa le sigarette venivano pubblicizzate dai medici.

Per finire vi lascio qui sotto il trailer del documentario. Buona visione!