ostacoli dello yoga

Tutti possono fare yoga.

Se respiri puoi fare yoga.

Tutti i praticanti o gli insegnanti di yoga hanno detto una di queste frasi almeno una volta. E se non fosse davvero così? Se effettivamente esistessero degli ostacoli che non permettono di fare yoga come tanti decantano?

Effettivamente negli yoga sutra Patanjali parla degli ostacoli dello yoga ed elenca ben nove ostacoli che una persona può incontrare nel suo percorso e che possono impedire di fare yoga.

I 9 ostacoli che possono impedire di fare yoga

1. La malattia

Stiamo parlando in particolare di ostacoli fisici e mentali. La malattia spesso più che un limite fisico, spesso assorbe tutte le energie mentali che abbiamo. Ci focalizziamo solo sul fatto di essere malati e non vediamo come gestire correttamente la malattia. Il limite fisico, al contrario, può essere superato una volta che la mente ha deciso di trovare il modo per poterlo fare.

Non è il praticante che si deve adattare allo yoga, ma lo yoga che si adatta alle esigenze del praticante.

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2. L’apatia

Questo ostacolo si ricollega in parte al punto precedente. Tutti possono davvero fare yoga con successo, tranne i pigri. La pigrizia crea apatia mentale e quindi se manca l’intenzione, l’iniziativa e il desiderio non si può praticare. Possiamo dire che questa è un po’ una regola generale che si applica a qualunque cosa nella vita.

3. Il dubbio

Ovvero l’incertezza. Tutta quella sfilza di domande che spesso ci facciamo e che alla fine portano a trovare una sorta di autogiustificazione per non agire.

Starò facendo la cosa giusta? E se poi sbaglio?

Il dubbio paralizza, non ci permette di muoverci lungo il nostro percorso e non ci permette di andare avanti.

4. L’impazienza

La mancanza di pazienza è tipico dello yoga delle asana. Il voler bruciare le tappe e avere fretta di riuscire a pratica una postura, saltando dei passaggi fondamentali, vuol dire non aver compreso davvero l’asana. Se non c’è la comprensione, la pazienza e la costanza nella pratica non possiamo più parlare di fare yoga. Questo capita spesso con le asana che prevedono le inversioni: tutti vogliano andare sulla testa e sulle mani, ma lo stiamo davvero facendo seguendo un percorso yogico?

5. La rassegnazione

Per rassegnazione intendo la mancanza di stimoli e motivazioni per continuare a praticare (sia asana, sia pranayama sia lo studio dello yoga).  Se ci rassegniamo subito al primo ostacolo o alla prima aspettativa infranta (perché magari non vediamo i risultati che ci eravamo immaginati) è chiaro che stiamo costruendo ulteriori ostacoli sulla nostra via dello yoga.

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6. La distrazione

Se mentre pratichiamo siamo facilmente distratti dai sensi o da fattori esterni, invece di avere un atteggiamento più introspettivo, allora non stiamo praticando yoga.

7. L’ignoranza e l’arroganza

Pensare di essere arrivati. Anche in questo caso, ignoranza e arroganza le incontriamo nel mondo delle asana. L’arroganza di pensare che se si riesce a fare una determinata asana allora siamo arrivati. Arrivati dove? Riuscire a fare una postura avanzata non vuol dire essere arrivati da nessuna parte.

8. La delusione

Rendersi conto che il percorso da fare è ancora lungo può portare alla delusione e a “gettare la spugna”. Se nei punti precedenti gli esempi più calzanti riguardavano la pratica delle asana, nel caso della delusione questa può verificarsi in modo particolare durante l’approccio alla meditazione.

9. Perdita di fiducia

La perdita di fiducia può verificarsi quando un evento esterno fa crollare determinate certezze che pensavamo di aver raggiunto in modo permanente grazie allo yoga. Pensare di aver ottenuto la piena consapevolezza, equilibrio e calma interiore e poi dover affrontare qualcosa che spezza queste certezze, può generare una perdita di fiducia nella pratica dello yoga. 

Si possono superare gli ostacoli che impediscono di fare yoga?

In generale, questi ostacoli si incontrano  più o meno tutti nell’arco della vita di un praticante. Gli stessi nove punti, come dicevo anche all’inizio, sono scritti negli yoga sutra di Patanjali e questo ci porta a trarre due conclusioni: la prima è che trovandoli all’interno del testo più antico e importante che abbiamo sullo yoga vuol dire che qualcuno li ha effettivamente verificati e provati; la seconda è che in funzione dell’esperienza di chi li ha già testati esistono anche delle soluzioni. 

La prima arma che abbiamo per superare gli ostacoli che impediscono di fare yoga è lo studio. Quando siamo in dubbio la soluzione è studiare, studiare, studiare. Il pranayama è un altro strumento valido che ci aiuta a purificare la mente dalle distrazioni e da eventuali malattie (non sto chiaramente parlando di guarigione fisica/medica). Riuscire a focalizzarsi sui sensi, sulle sensazioni, è un modo per imparare a gestire i moti della mente ed eliminare il pensiero che crea l’ostacolo nella pratica. Infine, non bisogna sottovalutare la possibilità di condividere e parlare con altre persone che hanno passato questi ostacoli e sono riusciti a superarli. 

Non bisogna dimenticarsi che quando decidiamo di abbracciare lo yoga, stiamo intraprendendo un percorso. Non c’è nessuna meta finale. L’obiettivo, se proprio vogliamo trovarne uno, è il viaggio e come decidiamo di viverlo.

Namasté  🙏