yoga mudra cos'è

Perché quando iniziamo la pratica di yoga da seduti e iniziamo a respirare mettiamo anche a contatto pollice e indice? Perché scherzosamente quando si dice a una persona di dire l’Om per mantenere la calma si utilizzano anche le dite? 

Lo yoga delle mani o mudra è una delle pratiche che mi ha più affascinato fin da quando mi sono avvicinata allo yoga. Le origini dei mudra, il loro significato e il fatto che con le dite delle mani si potessero andare a stimolare determinate energie, sono tutti elementi che mi hanno spinta ad approfondire questo ramo dello yoga.

Che cosa sono i mudra

Mudra è un termine che racchiude in sé molti significati. Può indicare un gesto, una posizione delle mani o un sigillo. Sono chiamati mudra non solo le posizioni delle mani, ma anche quelle degli occhi, del corpo e alcune tecniche di respirazione. L’Hatha Yoga conta circa 25 mudra, inclusi quelli degli occhi, del corpo e i sigilli o chiusure (bandha), ma in questa sede parlerò di mudra solo relativamente alle mani.

Nello yoga mudra attraverso l’allungamento, il piegamento o l’intreccio delle dite si va ad agire e/o stimolare alcune aree  del cervello e del corpo. I mudra possono essere praticati da soli o insieme alle posture del corpo (asana) per intensificarne l’effetto. Ogni dito ha un suo significato, una corrispondenza a una parte del corpo, a un chakra e a una particolare energia.

Breve storia dei mudra

La vera origine dei mudra rimane in una sorta di mistero. E’ giusto sapere che i mudra non si trovano solo in Asia, ma anche tra i rituali dei nostri antenati europei. Durante la cristianizzazione dei popoli nordici, molti gesti vennero addirittura proibiti per poi essere reintegratori in un secondo momento proprio all’interno della cultura cristiana. L’esempio più lampante sono i gesti tipici del sacerdote durante una Messa. L’uso delle dite come simboli è arrivato fino ai giorni nostri: quando incrociamo le dite per augurare buona fortuna, quando puntiamo il dito per dimostrare disapprovazione, oppure quando offriamo una stretta di mano per sigillare la pace.

In India i mudra rivestono un ruolo di primo piano nell’attività religiosa, nella rappresentazione delle divinità e anche nella danza. L’esperta di mudra Ingrid Ramm-Bonwitt fornisce questa spiegazione:

Le mani trasmettono importanti simboli, ancora oggi universalmente compresi in Oriente. Con le mani, la danzatrice o il danzatore esprime la vita dell’universo e la varietà delle possibilità interpretative dà al ricco simbolismo del linguaggio dei gesti un maggior significato per la mente rispetto a quello che può venir trasmesso con le parole… Il significato spirituale dei mudra ha trovato la sua perfetta espressione nell’arte indiana.

Nell’Hatha Yoga i mudra esprimono determinati stati mentali – come gioia, serenità, tristezza – ma è anche vero il contrario: cioè che alcuni gesti delle mani possono influenzare la psiche.

Come si praticano i mudra

Come si praticano i mudra? Semplice: muovendo le dite e le mani in modo da riprodurre una specifica illustrazione. La pressione delle dita deve essere leggera e piacevole, le mani devono essere rilassate.

In realtà è più semplice dirlo che farlo. Quando si iniziano a praticare i mudra ci si accorge subito di quanto le nostre dite e le nostre mani siano rigide e ribelli. Le mani si stancano facilmente e non si riesce a mantenere la posizione per lungo tempo. E’ bene sottolineare che spesso la flessibilità delle mani è collegata alla flessibilità del corpo. Cosa significa? Che se siamo tesi in una determinata parte del corpo, quasi sicuramente lo saremo anche nella corrispondente zona delle mani. Per la medicina cinese si può addirittura determinare la vera età di una persona in base alla sua capacità di allargare e stendere le dita.

Come nello yoga delle asana, anche quello delle mani permette un miglioramento di flessibilità attraverso la pratica costante. E’ possibile – e molto comune – che all’inizio sia necessario aiutarsi con una mano per mettere le dita nella posizione corretta nell’altra mano.

I mudra possono essere eseguisti da seduti, da sdraiati, da in piedi o mentre si eseguono le asana. L’importante è che la postura sia il più simmetrica e rilassata possibile. I mudra si possono praticare in qualunque momento, il fattore importante è essere focalizzati, tranquilli e predisposti all’introspezione. Si dice che i momenti migliori per praticarli siano alla mattina appena svegli o alla sera prima di andare a dormire, ma anche mentre si cammina.

Il mio consiglio è di scegliere uno o due mudra alla volta e concentrarsi su quelli seguendo un programma preciso, decidendo quando eseguirli, quante volte e per quanto tempo al giorno. Evita invece di sperimentarne troppi, uno dopo l’altro e un po’ a caso. Prenditi il tempo necessario per praticare con passione, costanza fiducia.

Il mudra più famoso: Chin mudra o Jnana mudra

chin mudra

Chin mudra è forse la posizione delle mani più conosciuta quando si parla di yoga. Quando ha le dite rivolte verso il cielo è chiamato Jnana mudra. Il pollice simboleggia la coscienza cosmica (Dio/Universo) e l’indice la coscienza individuale (umana). Con questo gesto si vuole esprimere l’unione tra l’universo/il divino e l’essere umano. Riflessione: lo scopo finale o principale dello yoga non è proprio quello di unire l’umanità con la consapevolezza cosmica?

Chin mudra e Jnana mudra agiscono sul livello fisico, mentale, emozionale e spirituale. Le tre dita allungate rappresentano i tre guna – le qualità che mantengono l’evoluzione sia nel microcosmo sia nel macrocosmo (tamas – la letargia-, rajas – l’attività- e sattva – armonia-). Il circolo chiuso dell’indice con il pollice raffigura il vero scopo dello yoga, l’unione dell’Atman, l’anima individuale, con il Brahaman, l’anima del mondo. Secondo la tradizione, sono un rimedio universale per migliorare gli stati di tensioni e disordine mentale e stimolare la memoria e la concentrazione. Questi mudra sono associati al colore bianco, un apparente vuoto in cui si nasconde la pienezza. Il bianco è il colore della nascita e della morte, del nuovo inizio e del completamento, dell’unità e della pace. Il bianco pulisce la mente e dà pace all’anima.

Conclusione

Il mondo dei mudra è davvero molto vasto e naturalmente non si esaurisce con un articolo. Per questo prossimamente pubblicherò un nuovo pezzo su questo tema dove parlerò del significato e dell’energia associata a ogni dito e dei mudra che utilizzo di più durante la pratica di asana, pranayama e meditazione.

Stay tuned e se l’articolo ti è piaciuto condividilo con altre persone! 😉 

 

 

 

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