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Combattere lo stress con lo yoga, un bicchiere d’acqua e una tecnica di copywriting

Cosa c’entrano un bicchiere d’acqua e una tecnica di copywriting per combattere lo stress? Ora ve lo spiego.

Sto leggendo un libro molto interessante sulla gestione del tempo. Devo ammettere che ne ho letti molto di libri di questo genere, ma questo è davvero  particolare (vi lascio i riferimenti in fondo all’articolo).

Quando si parla di tempo spesso si associa il concetto di corsa contro il tempo, non averne mai abbastanza o paura di sprecarlo. Insomma ansia e stress. Lo yoga è sicuramente un grande regalo che ci hanno tramandato per vincere stati di ansia e di stress, ma stavolta non sarà lui direttamente il protagonista della storia. O per meglio dire, i concetti che seguiranno rientrano alla fine nella sua filosofia, ma arriveremo al punto sfruttando una tecnica di copywriting, un bicchiere d’acqua e una lezione di psicologia.

La storia zen del professore e del bicchiere d’acqua

Il professore della Facoltà di Psicologia fa il suo ingresso in aula. Il suo corso è uno dei più frequentati. Prima che inizi la lezione c’è un gran vociare tra gli studenti che parlano tra loro.

Il professore tiene in mano un bicchiere d’ acqua. Nessuno nota questo dettaglio finché il professore, sempre con il bicchiere d’ acqua in mano, inizia a girovagare tra i banchi dell’aula. Il professore cammina, incrocia gli sguardi dei ragazzi, ma rimane in silenzio.

Gli studenti si scambiano sguardi divertiti, ma non sono sorpresi. Qualcuno pensa che il gesto serva a introdurre una lezione sull’ottimismo e sul classico esempio del bicchiere mezzo pieno, o mezzo vuoto.

Il professore, invece, si ferma, e domanda ai suoi studenti: “Secondo voi quanto pesa questo bicchiere d’ acqua?“
Gli studenti sembrano un po’ spiazzati dalla domanda, ma in molti rispondono ipotizzando un peso compreso tra i 200 e i 300 grammi.

“Il peso assoluto del bicchiere d’acqua è irrilevante”– risponde il professore –“Ciò che conta davvero, è per quanto tempo lo tenete sollevato!” Felice di aver catturato l’attenzione dei suoi studenti, il professore continua: “Sollevatelo per un minuto, e non avrete problemi! Sollevatelo per un’ora, e vi ritroverete un braccio dolorante…Sollevatelo per un’intera giornata, e vi ritroverete un braccio paralizzato!“

Gli studenti continuano ad ascoltare attentamente il loro professore di psicologia: “In ognuno di questi tre casi il peso del bicchiere non è cambiato! Eppure, più il tempo passa, più il bicchiere sembra diventare pesante… Lo stress e le preoccupazioni, sono come questo bicchiere d’acqua. Piccole o grandi che siano, ciò che conta è quanto tempo dedichiamo loro. Se dedichiamo ad esse il tempo minimo indispensabile, la nostra mente non ne risente. Se iniziamo a pensarci più volte durante la giornata, la nostra mente inizia ad essere stanca e nervosa. Se pensiamo continuamente alle nostre preoccupazioni, la nostra mente si paralizza!” Il professore capisce, di avere la completa attenzione dei suoi studenti, e decide di concludere il suo ragionamento:

Per ritrovare la serenità, dovete imparare a lasciare andare lo stress e le preoccupazioni. Dovete imparare a dedicare loro il minor tempo possibile, focalizzando la vostra attenzione su ciò che volete, e non su ciò che non volete! Dovete imparare a mettere giù il bicchiere d’ acqua!

Il tempo non esiste: la distorsione del tempo e lo stress

Secondo la definizione ufficiale, siamo stressati quando pensiamo di non riuscire ad affrontare eventi che accadano nella nostra vita. In altre parole quando ci sentiamo sopraffatti.

Sempre a sentire alcuni scienziati il tempo non esiste, ma si tratta di un’illusione. Per farla breve, questo concetto può essere racchiuso nel famoso detto “come passa in fretta il tempo quando ci si diverte!”(non me ne vogliano gli scienziati).

Ci sono delle situazioni infatti in cui il nostro cervello distorce il flusso del tempo, generando nel corpo reazioni emozionali come lo stress. Ed ecco che a questo punto la mente inizia a pensare in maniere ossessiva a tutte quelle attività che dobbiamo fare e che dobbiamo fare subito, in un istante! La mente inizia a non darci tregua. Così entra in gioco la biologia: il corpo inizia a produrre una serie di reazioni chimiche per prepararci ad affrontare questo grande evento (immaginario) scaricando adrenalina e cortisolo: vi presento i signori ansia e stress!

Come combattere lo stress con un trucchetto veloce

A questo punto è facile capire che per liberarsi dello stress si deve tornare ad avere una percezione realistica del tempo e di quello che sta succedendo. Per farlo l’autore del libro mette a disposizione un piccolo trucco che lui chiama “pensiero tridimensionale”. Ogni volta che bisogna affrontare una situazione di stress (come un progetto, un esame, una scadenza e così via) bisogna cercare di percepire l’insieme di queste attività nella loro forma tridimensionale.

In altre parole si deve dare una forma tridimensionale al pensiero che vi ossessiona:

  • lunghezza: quanto tempo hai a disposizione
  • larghezza: quante ore devi lavorare per portare a termine questo lavoro
  • profondità: per quanto l’oggetto in questione sia importante, tu hai una vita personale che va al di là di questo e di tutta l’importanza che gli stai dando.

Più facile a dirsi che a farsi. Certo, perché oltre alla distorsione del tempo il nostro cervello mette in atto un’altra serie di tecniche mentali. Conoscerle puoi aiutare a liberarsi da stress, ansie e preoccupazioni. 

L’ultima lezione di yoga e un consiglio da mettere in pratica subito

Durante l’ultima lezione di yoga una ragazza che frequenta da poco lo studio mi ha consigliato di leggere questo libro sulla gestione del tempo e proprio attraverso una tecnica descritta nel libro mi ha dato un consiglio che si è rivelato utile per la chiusura di un progetto al lavoro (a chi interessa metto alla fine dell’articolo il riferimento al libro e al capitolo specifico).

Poco prima di iniziare la lezione mi accorgo però che la mia insegnante mi guardava in modo strano. Subito ho pensato che lo facesse perché voleva richiamare al silenzio prima di iniziare. Ma anche dopo aver iniziato la lezione, mi sono accorta che continuava a guardarmi come per dirmi qualcosa con lo sguardo.

Sono diversi anni che ci conosciamo e a quel punto ho pensato che mi volesse dire qualcosa in merito a questa ragazza e al discorso che stavamo facendo prima. A quel punto la mia mente era completamente concentrata su questa faccenda e non riuscivo a pensare ad altro, a discapito della lezione.

Gli anelli aperti: open loops e l’effetto Zeigarnik

Mai sentito parlare di open loops? Se in questo momento ti stai chiedendo:

  • chi era la ragazza nuova e quale consiglio prezioso mi ha dato
  • come si intitola il libro e il capitolo miracoloso
  • perché la mia insegnante continuava a guardarmi in modo strano e che cosa voleva dirmi di tanto importante

Sei ufficialmente vittima della tecnica degli anelli aperti! La storia che ti ho raccontato ovviamente è completamente inventata e l’ho scritta solo per creare l’effetto open loops: una tecnica di copywriting utilizzata per suscitare curiosità. Che poi è la stessa usata dalla vostra serie TV preferita, quella che finite tutta in una sera perché termina sempre con degli anelli aperti – appunto – che spingono a guardare “ancora una puntata”.

Questa tecnica è così efficace perché sfrutta uno di quei meccanismi che la nostra mente mette in atto e che prende il nome dalla dottoressa che prima è riuscita ad individuarlo: effetto Zeigarnik. L’effetto Zeigernik è uno stato mentale di tensione causato da un compito non portato a termine. Vi suona familiare?

Tutte le volte che si inizia un lavoro, una qualsiasi azione e si prende in sostanza un impegno che poi viene interrotto (lasciato aperto) questo crea uno stato di ansia e assorbimento di energie mentali.

C’è di più. Si è scoperto che il nostro cervello può tenere al massimo 7 più o meno 2 anelli aperti. Quando superiamo i 9 anelli aperti semplicemente il nostro cervello si rifiuta di processare le nuove richieste in modo corretto e si prendono cattive decisione con relative conseguenze. E’ come se raggiungessimo una sorta di potenza massima.

Superata la potenza massima e affollando la mente ossessivamente di pensieri, preoccupazioni e realtà distorte succede che le mente stessa si paralizza. Suonano i campanelli di allarme: Mayday! Mayday! Siamo appena diventati vittime dello stress quotidiano e ci sentiamo immobilizzati. La nostra mente non può aiutarci ad uscire da questo circolo vizioso finché non prendiamo coscienza di noi stessi e di questi meccanismie posiamo quel maledetto bicchiere!

Saper gestire il tempo per liberarsi dallo stress quotidiano

Ricapitolando per affrontare le giornate con minor stress e più efficacia possiamo:

  • guardare i nostri impegni con il pensiero tridimensionale
  • evitare di aprire troppi anelli e non superare la potenza massima che la natura ci ha dato
  • concentrarci su pochi progetti e impegni alla volta per affrontarli in modo corretto e capace

Concludo questo lungo articolo con una chicca che potrebbe riassumere il tutto.

L’importanza di definire LA priorità

La lingua è la descrizione della realtà. Quella vera. E allora l’etimologia ci viene in soccorso, visto che l’origine della parola “priorità” è prioritate, termine singolare che indica “la prima cosa in assoluto”. Solo nel novecento il termine inizia ad essere modificato e utilizzato anche al plurale (anche se in italiano il sostantivo in sé rimane invariato, in inglese per esempio abbiamo priorities). Definire la tua priorità e non le tue priorità è il primo passo per mettere in pratica tutte le tecniche di gestione del tempo e dello stress che ci siano.

Lo ripeto per l’ultima volta: posa quel bicchiere d’acqua!

Namastè 🙂

 

PS. Il libro da cui sono tratte le informazioni dell’articolo è Riconquista il tuo tempo di Andrea Giuliodori

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