LIFESTYLE, YOGA

5 insegnamenti Yoga che mi aiutano al lavoro (la maggior parte delle volte).

Chi ha lavorato o lavora in un’agenzia di comunicazione (piccola o grande che sia) ha ben presente il clima  che caratterizza una giornata tipo. La miriade di emozioni e relazioni che siamo chiamati a gestire, la sensazione di lotta contro il tempo e l’ansia di essere su più task contemporaneamente pur mantenendo al massimo produttività creativa e analitica.

Per sopravvivere a una giornata di lavoro sono fondamentali tanto le competenze conoscitive del tuo mestiere quanto skills più legati alla personalità, alla tua attitudine e capacità di rapportarti in un determinato contesto. Così non basta saper disegnare, programmare, scrivere, creare strategie ma viene chiesto anche di :

  • saper lavorare in team (e tutto quello che può significare)
  • saper gestire il tempo (che incredibilmente non basta mai, anche se in realtà non esiste)
  • dare il massimo in lunghi periodi di alto stress (senza uccidere nessuno)
  • essere ambiziosi e visionari per affrontare un ambiente competitivo (ma non troppo, se no poi sei arrogante e presuntuoso)
  • risolvere problemi e stati di emergenza (con la stessa prontezza e lucidità con cui allestiresti un triage)
  • essere multitasking e multipotential (per questo punto vi consiglio un video)

Insomma, non si scherza. In realtà non credo sia poi tanto diverso da molti altri tipi di lavoro, può cambiare il contesto ma non il risultato. Ed è proprio per questo che i 5 insegnamenti  Yoga che metto in pratica sul lavoro sono dei fantastici aiutanti per qualunque mestiere.

 

1. Per dare il massimo devi prima prenderti cura di te stesso.

Non puoi far andare una macchina a mille all’ora se prima per lo meno non ci hai messo la benzina. In qualche modo il nostro corpo e la nostra mente funzionano allo stesso modo, per cui è inutile pensare di dare il massimo e spingerci oltre fino all’esasperazione se prima non ci siamo presi cura di noi stessi.

Se vuoi dare il massimo, devi prenderti cura di te. Può sembrar assurdo, ma spesso le persone non sanno neanche cosa significhi. Nell’ultimo workshop che ho frequentato, una fantastica Denise Payne ci ha insegnato che se è vero che siamo più forti di quello che pensiamo di essere, è anche vero che non ringraziamo mai il nostro corpo e la nostra mente per il lavoro incredibile che fanno ogni giorno. Anzi spesso ci diciamo che non è abbastanza. Allora prima di giudicarci non abbastanza o di ridurci all’estremo delle nostre forze mentali e fisiche, iniziamo a mettere la benzina che serve.  Prendendo spunto dal detto “chi ben comincia…è a metà dell’opera”, crearsi una routine mattutina sana ed energetica è essenziale per una giornata al top! Se hai la possibilità di alzarti un po’ prima e dedicare quel tempo a qualcosa che ti piace, inizierai la giornata di buon umore. L’abitudine migliore sarebbe inserire dell’attività fisica seguita da un colazione sana ma piena di gustoL’esercizio fisico abbassa i livelli di stress, sveglia il tuo corpo dolcemente e stimola gli ormoni della felicità. Cosa vuoi di più? Bastano qualche saluti al sole, seguiti da un bel bicchiere di acqua calda e limone o erba di grano, e una colazione completa di tutti i nutrienti per iniziare la giornata al massimo dell’energia.

Non  è un caso che dopo Google e Facebook, molte altre aziende oggi stanno iniziando ad introdurre l’ora di yoga alla mattina in ufficio. Provare per credere!

2. Il tempo è una questione di testa

Non ce n’è mai abbastanza. E quando stiamo facendo qualcosa stiamo già pensando a quello che dobbiamo fare dopo. Ebbene lo Yoga mi ha insegnato che “no cara, non funziona così!”. Se sei qui e ora, sei qui e ora. Non nel prima, non nel dopo. A meno che tu non voglia vivere in un costante flusso di ansia e stress, fare le cose male ed essere continuamente distratto. Per forza che poi il tempo ti passa davanti senza neanche che te ne accorga.

Uno dei principi fondamentali dello Yoga è la concentrazione, essere focalizzati nel qui e ora. La posizione del guerriero due è emblematica per spiegare questo concetto: non devi stare troppo indietro con il busto se no significa che vivi nel passato (depressione) e non devi stare troppo avanti altrimenti vivi nel futuro (ansia), ma dritto al centro ovvero nel presente (pace ed equilibrio). E allora sì che sei focalizzato, concentrato, in pace con te stesso e con ciò che fai. Ecco che il tempo non è più un problema.

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3. Cadere e fallire fa parte del gioco. Apprendilo una volta per tutte.

Cosa fai se cadi da una posizione? Ti alzi e la riprovi. Magari sei caduto perché avevi la testa da un’altra parte (torna al punto 2) o magari perché non hai creduto abbastanza che potessi farcela, perché hai paura o semplicemente perché quel giorno sei stanco. Magari cadere e ricadere è l’unico modo per imparare. Questo regola diventa lampante quando ti trovi davanti a un inversione sulla testa. Se non cadi non vincerai la paura di stare a testa in giù. Se non cadi non capisci che devi tenere la schiena e la braccia in un certo modo. Se non cadi difficilmente imparerai veramente l’asana.

Sbagliare fa parte del percorso, non bisogna essere troppo severi con se stessi quando questo accade. Ok, hai sbagliato, arrabbiati, prendine atto e poi lascia andare. Solo chi non si mette in gioco non sbaglia. Chi non prova a fare una verticale non cadrà mai. Solo chi non lavora non sbaglia.

4. L’attitudine è tutto.

Una delle tante cose che ho avuto la fortuna di imparare da Denise Payne è che rabbia e aggressività vengono dalla paura. Effettivamente non ci avevo mai pensato ma è proprio così. Quante volte abbiamo a che fare con persone aggressive e che si arrabbiano facilmente? Quando accade il passo successivo è che ci arrabbiamo anche noi o ci sentiamo intimoriti. Ma cosa succede se pensiamo che questa persona si comporta così perché ha paura di qualcosa? Ecco perché è tutta una questione di attitudine.

5. Il passato è passato. Lascialo stare lì.

Come già accennato al punto 3, vivere nel passato non è una buona idea. Si dice “conserva i ricordi, ma pulisci il passato dalle emozioni”. Per lavorare bene in gruppo non possiamo né reprimere le emozioni né essere permalosi o peggio vendicativi. Non condividere le stesse idee o rispondere in modo brusco ogni tanto (specialmente in caso di stress) è normale e deve esserci la possibilità di farlo, stando tranquilli che questo non intacchi l’unica cosa che conta davvero: il rapporto di lavoro. Così come le giornate no capitano a tutti. Anzi, anche loro hanno un loro significato nella mappa dell’universo. Quando accade, penso che l’universo lavora sempre per me e non contro di me. Oggi non capisco e rimugino sull’accaduto, ma domani è un altro giorno e continuo a lavorare sodo per dare e ricevere ciò che desidero, senza rancori e senza tormenti.

Più uno: il valore della pause!

Take a breath. Prendi un respiro. Tutte le volte che ti senti stanco/a mettiti nella posizione del bambino. Non fermarti ad ansimare respirando affannosamente con la bocca, ma utilizza l’asana adatta a questa funzione. Predi una pausa, una pausa costruttiva. Spingersi fino al limite della fatica per paura di apparire deboli (agli occhi degli altri, ma anche a se stessi) non è una buona idea, anzi. Saper concedersi delle pause migliora notevolmente le prestazioni, sul tappetino, sul lavoro e nella vita. E qui si torna al punto 1.

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Chiaramente non sempre riesco a mettere in pratica tutte e 5 i punti. Mi arrabbio più del dovuto, mi agito e mi spingo oltre anche se so già di essere al limite…ma allora quando capita (e capita) torno al punto 3.

Namaste 🙂

 

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