LIFESTYLE, MANGIARE VEG

Mangiare veggie in Giappone: cosa aspettarsi e consigli pronti per l’uso.

Sono appena rientrata dal Giappone, un viaggio che avevo come sogno nel cassetto da quando ero bambina. Un tour di due settimane intenso e splendido, che ovviamente consiglio caldamente a chi affascina l’oriente o chi sta cercando un viaggio che lo catapulti in una realtà completamente diversa!

Grata e felice di questa esperienza, torno a casa anche con due falsi miti:

  1. Il Giappone è caro
  2. Il Giappone ha una cucina super leggera, salutare e macrobiotica

Sulla prima smentita potete gridare con piacere “Evviva!” e andare subito a comprare una guida (io ho usato la lonely planet) e prenotare un biglietto aereo. Per quanto riguarda il secondo falso mito, se anche voi avete scelto un’alimentazione vegana o vegetariana ahimè non vi aspetta vita facile per quanto riguarda il comune cibo giapponese. 

Questo naturalmente non deve scoraggiarvi dal partire, anche perché si sa che chi è vegano o vegetariano ha imparato l’arte della sopravvivenza in un mondo di onnivori. Dopo aver letto e studiato tanto la cucina macrobiotica, come accennavo anche in un mio precedente articolo , mi aspettavo un menu tutto fatto di mega zuppe di miso, riso a volontà, tofu in tutte le salse, tempeh, prugne umebochi e così via. Invece non si finisce mai di imparare, soprattutto se a tanta teoria manca la pratica sul posto. Rido ancora pensando a una cameriera che mi urla “rice noo” incrociando le braccia (che è il loro modo di dire no a gesti), dopo aver ordinato una ciotola di riso in uno dei ristoranti dove ordini alle macchinette.

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Con mio rammarico i primi giorni in Giappone mi hanno messo in difficoltà, anche a una veterana come me! Se Tokyo in qualità di capitale non si fa mancare nulla e si trova davvero di tutto da mangiare, così non posso dire delle altre città, in particolare Kyoto.

Per questo ho deciso di condividere trucchi, consigli e luoghi che possono venirvi utili per sopravvivere in Giappone mangiando veg.

La mia prima tappa: Kyoto, Nara e Osaka

Kyoto è stata sicuramente la città che più mi ha dato filo da torcere sul cibo. Tanto bella e affascinante quanto anti vegan. Purtroppo l’offerta è veramente limitata e i menu in generale sono molto monotoni anche per gli onnivori. Per cui dopo che avete mangiato per due pranzi e due cene di fila ramen vegetale (buonissimo) che fare?

  1. Adocchiate il supermercato più vicino a dove alloggiate. La frutta e la verdura fresca scarseggiano, quindi il primo consiglio è quello di fare rifornimento di frutta al supermercato (quella sì che è cara). Oltre a fare bene, la frutta vi salva alla mattina e al pomeriggio…e perché no anche prima di andare a letto!
  2. Sempre al supermercato compravo dei  succhi d’arancia per non farmi mancare un minimo di vitamina C e reidratarmi non solo con l’acqua nella giornate calde e umide.
  3. La colazione, se non l’avete inclusa dove alloggiate, potete farla o nei locali tipici (quelli alla kiss me licia per capirci) oppure nella grandi catene come Starbucks. Io adoravo farla nella locanda vicino al nostro Airbnb: un delizioso locale con personale gentilissimo, dove scegli se gustare una tipica colazione giapponese o occidentale (occidentale per loro vuol dire americano) ai piedi dei famosi tavolini bassi chiamati Kotatsu.
  4. Situazione Sushi: ci sono diverse varianti di sushi veg, da quello con il cetriolo a quello con un fungo locale, fino a quelli vegetariani con la frittata. Come potrete immaginare il vero sushi giapponese non ha nulla a che vedere con quello che siamo abituati a mangiare in Italia. Ma proprio nulla! Dalla forma, sono molto più grandi, all’ordine dell’alga e del riso, fino al gusto vero e proprio dato che quello giappo style sa molto di alghe appena pescate dall’oceano…insomma il gusto è più forte e pungente. Può piacere come no.
  5. La famosa okonomiyaki! Per i vegetariani ovo-lacto è d’obbligo la tradizionale frittata giapponese. Ne esistono di tantissime varianti e farciture…personalmente l’ho provata e non mi è piaciuta. Pur avendolo mangiata in uno dei posto più gettonati a Kyoto, l’ho trovata accostata a dei sapori troppo agro dolci.
  6.  Ebbene sì, i 7Eleven: lo ammetto, questi posti mi hanno salvato dal digiuno a pranzo tantissime volte. Il cibo confezionato fresco è buono, di qualità, molto salutare ed economico! Nel mio pranzo al sacco non mancavano mai i fantastici onigiri, crudité di verdure, macedonia, insalata di legumi e edamame. Insomma, una salvezza! 🙂

Il mio consiglio più prezioso, specialmente se non siete troppo inclini ad adattarvi, è quello di farvi delle liste su Trip Advisor con i locali che offrono alternative vegane o vegetariane. Almeno eviterete di girare per ore affamati alla ricerca di qualcosa da ingurgitare. Ricordo di aver avuto la sensazione di un miraggio quando a un certo punto a sorpresa mi sono ritrovata davanti ad un caffè vegan…chiaramente ho fatto una bella scorpacciata di prodotti da forno buonissimi!

Concludo la prima tappa dicendo che a Nara, la cittadina famosa per i cerbiatti, ho mangiato il riso al curry più buono della mia vita.

Seconda tappa: Fujisan

La tappa nella campagna giapponese è stata una delle scelte migliori della vacanza. La visita ai cinque laghi, la vista del Monte Fuji, alloggiare in un Ryokan con Onsen (terme) naturali vale il viaggio! Io ho scelto un Ryokan che offriva colazione e cena, così ho potuto concordare senza alcun problema un menu totalmente vegano dalla mattina alla sera con la proprietaria. Se decidete di andare da quelle parti ve lo raccomando tantissimo, si chiama Ryokan Fujitomita.

 

Terza tappa: Nikko

Nikko è veramente piccola e allo stesso tempo molto turistica. Il cibo più diffuso è quello tipico che avevo trovato anche a Kyoto, quindi zuppe di carne e pesce, carne e pesce cucinati in vario modo o fritture. Per fortuna nella via principale si trova un locale – Hippari dako – che ti accoglie con un bel “Welcome Vegetarian” all’ingresso. A Nikko di solito non si passa più di una giornata, quindi ho fatto solo un pranzo e una cena. Alla sera ho mangiato il tipico “piatto del monaco”: un set con tante piccole porzioni di diverse pietanze a base principalmente di Yuba, ovvero pelle di fagioli. Detta così può sembrare disgustoso, invece è molto saporito e ricco di proteine.

Quarta tappa: Tokyo

Come anticipavo prima Tokyo è una grande metropoli  e l’offerta è varia e per tutti i gusti, a qualsiasi ora del giorno. Nostalgica della cucina italiana, ammetto di aver mangiato “Al Dente”, un ristorante che fa solo spaghetti con i migliori sughi italiani e si trova nel quartiere di Shinjuku. Sento già i commenti “vai in Giappone e mangi gli spaghetti al sugo?!”. Ebbene, vi giuro che meritano…tanto è vero che ammetto di esserci andata più di una volta! Per Tokyo per cui non ho molti consigli da darvi, perché sono certa che troverete qualsiasi pietanza di cui avete voglia. In compenso, ho mangiato (due volte) in un hamburgeria vegana e bio che è diventata in assoluto la più buona dove sia mai andata (sempre a Shinjuku), la Ain Soph Ripple, Kabukicho. Scusate se non ho foto, ma ho preferito mangiare al fotografre :p

Altre curiosità sul cibo in Giappone

  1. Ad eccezione di Tokyo, ricordatevi che in Giappone si cena molto presto, per cui potreste ritrovarvi alle nove di sera a girare tra la strade piene di ristoranti chiusi o in chiusura. Non uscite troppo tardi per cenare!
  2. Se mangiate i derivate del latte andrete a nozze con i soft cream (dei coni gelato) che trovate ad ogni angolo e che vi aiutano a sopportare il caldo con un po’ di dolcezza.
  3. La cultura vegana sembra appena arrivata. Più vado fuori, più mi accorgo di quanto siamo fortunati in Italia dove un piatto tipico vegano lo trovi in modo naturale in qualsiasi ricettario regionale. In Giappone, anche in città importanti come Kyoto, l’alimentazione veg sembra tiepidamente all’inizio, con qualche locale nuovo di zecca totalmente veg e pochissime opzioni vegetali negli altri locali. Non so voi, ma io preferisco di gran lunga mangiare in posti che offrono cibo per tutti i gusti e bisogni. Certo, i locali total veg danno maggiore scelta e comodità, però spesso (non capisco perché) è anche sinonimo di piatti miseri, dove sembra che tutti siano perennemente a dieta. E poi mi piace non imporre le mie idee alimentari, condividere il tempo a tavola con persone che si sentono a proprio agio a mangiare quello che preferiscono. Senza giudizi o stress culinari.
  4. Cosa strane che ho mangiato in Giappone: gelato biscotto e brioche al tè matcha, caffè in lattina e crocchette di patate fritte per colazione.

 

Spero che l’articolo sia stato utile! Buona partenza per il Giappone 🙂

 

 

 

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